“D” come Donna

klimt
Gustav Klimt, particolare delle tre età della donna, 1905, Galleria d’arte moderna di Roma.

L’altro giorno mi sono imbattuta in questa frase scritta nel libri scolastici di storia dell’arte: “la donna, nell’iconografia antica era associata alla fecondità e alla perpetuazione della specie”. E mi sono detta che belle prospettive! Poi nel pomeriggio questa frase tormentava la mia mente ed allora ho detto, ad alta voce: <<In realtà è ancora così!>>. Cercherò in maniera sistematica e con un breve excursus di fare una carrellata della bellezza e del ruolo della donna nell’arte, di cui mi sono spesso occupata. Odio tutti gli stereotipi sulla donna come sesso debole, come figura indifesa e penosa agli occhi degli uomini. Trovo diventate inutili tutte quelle manifestazioni sulla donna! Perché si deve ampliare il concetto che siamo delle stupide? Che non ci sappiamo difendere? Che non siamo anche noi un pò violente? Con questo non voglio assolutamente denigrare tutte quelle associazioni che combattono la violenza sulle donne, né le manifestazioni o gli eventi che si sono realizzati su questa tematica. Figuratevi! Anche io ho partecipato a diverse manifestazioni su questo tema. In realtà gran parte della mia arte spesso risulta essere al femminile! Ma io non voglio parlare di me. Andiamoci per gradi. Ho ribadito che la donna primitiva era quella che poteva essere considerata la datrice di vita per eccellenza, per questo nella Venere di willendorf,  la donna appare praticamente come fatta solo di ventre e mammelle! Sembrano delle opere d’arte di oggi queste piccole statuine, e si intridono di forti significati in maniera inconsapevole.

willendorf
Venere di Willendorf

In Egitto la donna già era fonte di ispirazione, agghindata e piena di amuleti, quasi venerata, rappresentava la bellezza e la regalità.

egitto
Bellezze egizie

A Creta ci si avvicina ai canoni che costituiranno le basi dei concetti filosofici ed estetici dei greci, che mettono a nudo la donna, mostrandola nella sua purezza totale.

Afrodite_tipo_-Landolina-_(Museo_archeologico_nazionale_di_Atene)
“Landolina” (appartenente alla serie di Afrodite “Pudica”) in marmo pario, conservata presso il Museo archeologico nazionale di Atene, risalente al II secolo d.C. e basata su un originale rinvenuto a Siracusa, questo risalente al IV secolo a.C.

I romani decidono però di rivestire questa donna e di renderla dignitosa. Questa dignità viene raggiunta ancora di più con i bizantini. Quanto è bella l’imperatrice Teodora con quegli occhi grandi e fissi che guarda fuori verso un mondo a noi sconosciuto nella  basilica di San Vitale a Ravenna.

Teodora
Imperatrice Teodora, mosaico, San Vitale, Ravenna

Fino ad ora, in realtà, la donna non mi pare fosse “trattata” male, aveva un ruolo, come del resto l’uomo. Anzi direi pure che l’uomo in quei tempi non se la passava tanto bene! Nel Medioevo, ad un certo  punto, però la bellezza femminile viene mostrata costituita di vesti sacre. Come gli uomini anche le donne svolgono un ruolo di martirio, sono figure mistiche, votate al sacrificio e alla salvezza del genere umano.

10423op1364au16568
Francesco da Rimini – Visione della Beata Chiara Agolanti da Rimini – tempera e oro su tavola, 1333-1340 ca. – Londra, National Gallery.

Come capostipite sia delle connotazioni iconografiche, di grande bellezza, sia delle caratteristiche salvifiche, vi è la Madonna, che è venerata nel mondo cristiano da più di un millennio. Ella rappresenta l’insieme delle virtù umane, ed è la creatura prediletta da Dio e viene scelta come madre del figlio di Dio. La più antica immagine conosciuta è quella della catacombe di Priscilla a Roma, risalente alla metà del III secolo: essa ritrae la Madonna seduta con in braccio il bambino Gesù.

Primi_Presepi
Madonna con il Bambino, Catacombe di priscilla, Roma, III sec.

Ma da questa antica raffigurazione è soprattutto nel Rinascimento che ci si slega completamente, mostrando le fragilità, le sensualità, gli accenti psicologici di questa donna. Basti pensare alle raffigurazioni offerte da Michelangelo, da Leonardo, da Raffaello, da Tiziano, da Perugino, giusto per citarne alcuni. 

Michelangelo%27s_Pieta_5450_cropncleaned
Michelangelo, La Pietà,
Madonna_z_goździkiem,_Leonardo_da_Vinci
Leonardo Da Vinci, Madonna del garofano
Rafael_-_Madona_Tempi
Raffaello Sanzio, Madonna Tempi, olio su tavola, 1508
Tizian_046
Tiziano, Madonna degli zingari, 1510
Pietro_Perugino_cat62-1
Perugino, Figura di Chiara Fancelli in una Madonna

La cosa eccezionale è che non viene rappresentata solo la Madonna, ma anche altre figure di donne, una fra tutti, fra i toni misteriosi e l’enigmaticità data dalla postura del corpo e dall’espressione fatta da un mezzo sorriso, è la Gioconda di Leonardo.

06-Leonardo-da-Vinci-La-gioconda
Leonardo Da Vinci, Gioconda, olio su tavola, 1503- 1514, Musée du Louvre, Parigi

E già durante l’età barocca, la donna si evolve, si fa rappresentare in toni più ammiccanti, dietro visi di sante si nascondono donne realmente conosciute e che per l’occasione si sono messe in posa e che sprigionano fortemente la propria sensualità.

Santa_Maria_della_Vittoria_-_6
Gian Lorenzo Bernini, L’estasi di santa Teresa, 1647- 1652, chiesa di Santa Maria della Vittoria, Roma

La bellezza della donna viene rappresentata sempre di più durante tutto il romanticismo. Dai Romantici la donna è di nuovo “angelicata”, come al tempo di Dante: è un angelo con la crinolina e le gale al posto delle ali; quasi non ha corpo, questo è reso invisibile dai rigonfi, falpalà e guardinfanti, metri e metri di stoffa fluttuante, cerchioni di ferro e stecche di balena, tutto un “impianto” per celare e profumare di mistero il fragile involucro di tante elevate qualità.

donna_800

E nel Novecento? Di sicuro le donne hanno trovato terreno fertile per mettersi alla pari con l’uomo, ed hanno sprigionato prima accanto a loro, poi da sole, le loro qualità mostrandole pienamente, e dando soprattutto una loro idea di donna.

Chair-Magazine-mostra-donna
Amedeo Modigliani, Nudo
Pablo Picasso Les Demoiselles di Avignone dipinto del 1907
Pablo Picasso, Les demoiselles d’Avignon, 1907, pittura ad olio
Reproduction_Painting_Spain_Dalí-Salvador-1904-1989_Atomic-Leda
Salvador Dalì, Leda atomica, 1949

Particolare eccezionale, è che spesso la donna si è auto-derisa, si è auto-mistificata, auto-violentata, si è vestita e spogliata da sola, si è mostrata finalmente per quella che è! E se poi si dice in giro che sia anche “associata alla fecondità e alla perpetuazione della specie”, non mi sembra ci sia niente di strano, né niente di nuovo!

Pam xxx

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...