Botero a Palermo

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L’ultimo mio articolo su Botero voleva fare addentrare esperti e meno conoscitori d’arte nel mondo dell’artista, con una breve panoramica sul suo operato, in vista soprattutto della mostra che a breve, giorno 20 marzo 2015, si inaugurerà a Palermo presso il Palazzo Reale, dal titolo “La via Crucis la pasiòn de Cristo”. Le opere di Botero avevano avuto un primo contatto con l’intricata città di Palermo già nel 1988, quella volta però il tema non era di carattere religioso, ma si districava lungo l’argomento de La corrida.

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Il tema fu altamente trattato dall’artista con acquarelli, disegni, pitture ad olio e spesso ripetuto poiché considerata parte integrante della sua stessa vita se consideriamo che Botero a 12 anni viene iscritto dallo zio in una scuola di toreri, dove rimane per due anni e che la sua prima opera, realizzata in acquarello, rappresentava proprio un torero.

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In questa prima battuta a Palermo la mostra fu realizzata grazie al Comune di Palermo e alla Galleria d’arte moderna in collaborazione con Italtel e nei locali del Real Albergo delle Povere. La mostra ebbe tanta risonanza nella città poiché il 1988 fu un anno impegnato per la “Primavera di Palermo” e vedeva lo sviluppo di tematiche sulla legalità dopo tanti anni di sangue.

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La mostra “LA VIA CRUCIS la pasión de Cristo” è promossa dall’Assemblea regionale siciliana, dalla Fondazione Federico II e dal Museo colombiano di Antioquia e verrà ospitata nelle Sale Duca di Montalto e sarà visitabile fino al 21 giugno. Dopo venticinque anni Botero sceglie per la sua esposizione ancora una volta Palermo, nonostante le forti critiche che lo scrittore Sciascia aveva mostrato anni prima dopo avere visto le opere del pittore, definendo le figure rappresentate “Elementi passivi di un mondo uniformemente governato dal prodotto”.

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Questa mostra ha un’incidenza diversa, sembrerebbe, rispetto a quella precedente, più intima, più religiosa, perché vuole sottolinearne forse il contributo dato dal pittore ad una tematica, quale quella religiosa. Ed in effetti nella rappresentazione, forse, di una delle pagine della vita di Cristo più difficili, di una violenza inaudita ed evidente mostra dell’orrore e del realismo della vita, lungo le stazioni fatte per arrivare alla Crocifissione sul Golgota, Botero ci fornisce pagine ripetitive, in goffe e grasse silhouette, di pose, abiti e scene religiose riempite questa volta del tutto dal loro simbolico ed insieme reale significato cristiano.

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Queste opere rappresentano una svolta nel percorso artistico dell’artista, un cambio di rotta rispetto ai modelli finora percorsi. Ma questa esposizione gioca anche un grande contributo sul piano culturale dato alla città di Palermo che avrà così occasione di mostrare al pubblico un’altra realtà del pittore, quella del dramma.

Pam xxx

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