Mostra Vintage alla terrazza Excelsior/ Feltrinelli Palermo

Chi siamo noi, chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, d’immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili”

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Con questa frase del mio autore letterario preferito, Italo Calvino, mi piace cominciare questo articolo, che riguarda l’esposizione vintage tenutosi oggi, giorno 9 Novembre 2014, a Palermo, nei locali dell’Excelsior (alla Feltrinelli) alle ore 18:00. Si ha l’accesso dalla parte laterale rispetto alla solita “entrata Feltrinelli (su via cavour)”. Due furgoncini Volkswagen dalle tonalità rosso e grigio, che colpiscono per la lucentezza della carrozzeria e per le tendine a quadretti che ne riprendono i colori, aprono una passerella di maggiolini ed auto d’epoca ora gialli, ora rossi, ora a scacchi o a striscie. Una volta entrati, tutto quello che ci si ritrova intorno è un tripudio di lucentezza, di ricordi e di nostalgia: la macchina enorme di una vecchia cinepresa munita di sedia da regista con la scritta “Fellini”, la  luce  posta al centro che proietta forme su vecchi comodini tipici delle stanze delle ragazze di qualche anno fa, montagne di fustini della Dixan, del Sole piatti o del Lip, accanto a lavatrici dal design sorpassato; un pianoforte con le luci incorporate, il jukebox, il bancone da bar, il busto con le luci sul seno, la statua rossa con accanto una lampada tonda dalla luce fortissima, un tappeto vicino ad una poltrona, gli scaffali pieni di riviste dagli anni 60 in poi,  i modelli di macchine fotografiche di tutte le epoche, i poster dei migliori del cinema italiano ed internazionale, uno spazio dedicato al gioco dei bambini con l’ippopotamo blu della lines, le bambole, Topo Gigio e le paperelle di gomma, assemblaggi di giornali che parlano di politica, di attualità, di musicisti, di modelle e di Hippies; ogni singola ampia parete sembra esplodere in un insieme di oggetti, con scrivanie, macchine da scrivere, televisioni, telefoni, riproduzioni intere di stanze dai colori fortemente minimali tendenti al bianco e nero o dai colori sgargianti ora verde acido ora giallo canarino, e poi motori, vinili, giacche, valigie e tanto altro.

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Dopo la visita della mostra è stato possibile proseguire il percorso nella terrazza superiore sorseggiando un aperitivo e ascoltando della buona musica sullo sfondo di un’insolita Palermo vista dall’alto. Tantissimi i visitatori presenti a questa mostra di tante età e tipologie diverse. Ho spesso sentito frasi come “questo io l’avevo a casa!” o “Mi… non lo ricordavo più!”, o ancora aneddoti su un  oggetto piuttosto che un altro. Ovviamente una tipologia di mostra del genere viene sentita più viva negli animi dal pubblico, perché estrapolata dalle nostre case e dalle nostre abitudini, e viene recepita fortemente perché gli oggetti che un tempo ci circondavano erano gli stessi che facevano parte della nostra vita quotidiana, che ci permettevano di comunicare o di provare piacere, di stabilire un’emozione, un contatto, un’azione. Il vintage è un pezzo della nostra realtà ancora molto vivo in noi nella memoria, non risulta difficile da comprendere, o da afferrare, è anzi una realtà che vogliamo tenere sempre viva dentro di noi. Non per nulla oggi non solo la moda riecheggia quasi ossessivamente dei principi, delle forme e delle condizioni del nostro vissuto vintage, ma il vintage è diventato esso stesso la moda della moda e la moda nella moda! Vi consiglio di andarci!

Pam xxx